L'idea di dar vita a un Festival di musica sacra a Terni, oltre che dall'esigenza di venire incontro alle aspettative di un pubblico sempre più sensibile e preparato, nasce dal proposito di richiamare l'attenzione sull'incomparabile patrimonio di alcune piccole chiese della città.

    Con la collaborazione di musicologi e di esperti esecutori ci proponiamo di rivisitare, sulla base della filologia più rigorosa, opere esemplari connesse tra loro da un filo diacronico, dal gregoriano alle esperienze più recenti  

     GIANCARLO RATI

Presidente dell'Accademia dei Filomartani

 

Direttore Artistico

LUCA VENTURI

 

Presentazione

   Il nostro Occidentale musicale conosce la straordinaria abbondanza e qualità della musica sacra, sia di quella strettamente legata alla liturgia, sia dell'altra, quasi parallela, legata agli altri esercizi di pietà religiosa.

    L'importanza di questo patrimonio, almeno fino al XIV secolo, si deve considerare anche in relazione allo sviluppo e alla fioritura dell'altra musica, quella che si vuol definire con l'aggettivo di profana.

   Non di rado si tratta di piccole pagine, ma qui il "piccolo" concerne eventualmente la dimensione e non la qualità. Siamo certi che la musica, in genere, ha bisogno dell'ambiente giusto per risuonare in tutta la sua verità: ci sono pagine che questa verità la troviamo nelle grandi cattedrali, altre la esprimono piuttosto in ambienti più raccolti, magari umili e dimenticati.

   L'idea di un festival di musica sacra da tenersi in piccole chiese dà l'occasione di proporre, con una certa sistematicità, composizioni vocali, strumentali o miste, per lo più dalle dimensioni contenute, ma di intatta perfezione e bellezza sia dal punto di vista formale che propriamente estetico. A cominciare, è ovvio, dal canto gregoriano: e non poteva essere diversamente, visto che questo canto è la madre di ogni musica. Nel programma del primo incontro figurerà un canto gregoriano piuttosto recente che, tuttavia, echeggia di indubbia proprietà di linguaggio quello più antico.

   Per giungere ai repertori di epoca successiva, è necessario attraversare il momento affascinate delle laudi popolari in volgare che hanno avuto espressioni altissime anche nella nostra Umbria.

   La sostanza dei programmi è tuttavia rappresentata da composizioni del Rinascimento con qualche puntatina nel repertorio che si affaccia ormai decisamente verso il Barocco: si va dal grande Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594) a Francesco Cavalli (1602-1676) passando attraverso Giovanni Francesco Anerio, Tomàs Luis de Victoria, Ludovico Grossi da Viadana, Girolamo Frescobaldi, Claudio Monteverdi ed altri.

   La prevalenza di autori italiani non è propriamente voluta, ma questi concerti offrono l'occasione gradita di presentare figure di compositori eccellenti spesso relegati nell'ombra dai compilatori di programmi nella comune pratica concertistica.

   L'aver affidato l'esecuzione di repertori così vari a persone e ensables di specialisti è garanzia di un'esaltante fruizione delle pagine che verranno presentate.

Visti i repertori e i luoghi di questa iniziativa, ci siamo chiesti se la dimensione "concert" non possa essere secondaria rispetto a quella più squisitamente spirituale

Luca Venturi

   

CASSA DI RISPARMIO DI TERNI E NARNI

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TERNI E NARNI

 

                             

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